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Questa domanda viene presentata frequentemente a
chi crede in Gesù. La Bibbia ci dice, "Siate
sempre pronti a rendere conto della speranza che
è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni.
Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, avendo la
coscienza pulita" (1 Pietro 3:15-16).
1. La fonte principale dell'informazione che abbiamo
sulla vita di Cristo è la Bibbia, ed in modo
particolare, il Nuovo Testamento.
a. Possiamo essere sicuri del contenuto perchè
fu scritto da persone che erano associate con Cristo
durante la Sua vita.
b. Difatti, il criterio usato dai primi Cristiani
per decidere se un libro fosse
canonico o meno (cioè, che doveva far parte
della Bibbia) era il fatto che fosse scritto d'un
apostolo, o da una persona associata ad un'apostolo.
e. Gli autori dei libri del Nuovo Testamento sono
otto persone. MATTEO, GIOVANNI, PIETRO, e PAOLO
erano apostoli (Matteo 10:1-4, 1 Corinzi 15:8-9).
MARCO era associato a Pietro (1 Pietro 5:13), e
LUCA era associato a Paolo (Colossesi 4:14). GIACOMO
e GIUDA erano fratelli di Gesù (Matteo 13:55).
2. Però, la Bibbia non è l'unica fonte
d'informazione che convalida la vita di Cristo.
a. Giuseppe Flavio, uno storico ebraico, nato in
37, un sacerdote che è stato preso dai Romani
durante la guerra che ebbe inizio in 67, ha poi
passato il resto della sua vita a Roma. È
a Roma che in 93 ha terminato a scrivere la storia
del popolo ebraico da Adamo fino al presente. Il
suo lavoro intitolato "L'Antichità,"
da informazione sulla vita di Giovanni Battista,
Giacomo il fratello di Gesù, e Giuda che
lo tradisse. Di Cristo disse che fu condannato da
Pilato e crocifìsso.
b. Tacito, uno storico romano, scrive in 115 del
fatto che fu Nerone a dare incendio a Roma, e disse
che Nerone ha dato colpa ai Cristiani, seguaci di
Gesù che fu messo alla morte per la condanna
di Pilato.
e. Suetonio, uno storico romano, scrive in 120 che
l'imperatore Claudio ha espulso gl'ebrei da Roma
in 42 perchè stavano causando confusione
fra loro a causa d'un certo "Crestus."
Si pensa che abbia voluto dire "Cristus."
d. Tallo, che in 52 scrisse una storia del mondo
mediterraneo incominciando dalla Guerra Troiana
fino al suo giorno. Cercò di spiegare in
senso naturale il buio che avvenne a mezzogiorno
quando Cristo è stato in croce, dicendo che
fosse un'eclisse del sole. Il suo lavoro è
stato perso, ma Giulio Africanus in 221 parla del
sul scritto. Anche uno scrittore greco di nome Flegoni
(Phiegon) ha parlato d'un eclisse del sole che avvene
alla sesta ora d'un giorno in primavera del anno
33, ed è diventato notte facendo sì
che le stelle fossero visibili.
e. Plinea il Giovane, governatore di Bitania nel
111 ha parlato dell'arresto dei Cristiani dicendo
che il loro delitto era di adorare un certo Cristo
come fosse un Dio.
f. Il Talmud degli ebrei, compilato in 500 (include
anche la Mishnah di 200), parla diverse volte di
Gesù. Presenta che fece delle guarigioni
ed altri miracoli (però per la stregoneria),
che era un rabbino, e che era un eretico ed un ingannatore.
Accusa in più che Gesù era figlio
di Maria e d'un soldato romano.
3. Si capisce che la fonte principale sia il Nuovo
Testamento. Come già detto, è stato
scritto da persone associate con Gesù, testimoni
del Suo ministero in Palestina da 30 a 33. Che si
può fidarsi della loro testimonianza è
dimostrato dal fatto che questi storici passano
l'esame richiesta da uno storico. La forza della
testimonianza umana dipende da sette cose:
a. La presenza fisica dei testimoni. Nessuno ha
mai potuto dimostrare che gli apostoli non furono
presenti in Palestina durante la missione e la morte
di Gesù. Il loro parlare ha dimostrato una
familiarità con i luoghi descritti, e con
l'usanze del periodo che soltanto una persona del
posto avrebbe potuto avere. Per esempio, un non
credente inglese, di nome William Ramsey, ha pensato
che il primo viaggio missionario dell' Apostolo
Paolo fosse una favola (Atti 13,14). Ha pensato
che ripassando per la via seguita da Paolo e Barnaba
lui avrebbe potuto dimostrare che Luca stava mentendo.
Invece, quando arrivò a Listra, ha trovato
le indicazioni di Luca così corrette, che
è diventato credente e per il resto della
sua vita ha cercato di convincere tutti a credere
in Gesù. Il fatto finale che gli convinse
era che quelli di Listra avevano un linguaggio diverso
da quelli di Iconio, un paese distante soltanto
pochi chilometri (un fatto che soltanto uno del
posto avrebbe co no se luto... vedi Atti 14:11).
b. Il loro numero. Certamente due testimoni hanno
più peso di uno solo. Si è generalmente
d'accordo che più grande il numero dei testimoni
d'un medesimo fatto, più convincente è
il loro racconto. In questo caso, per quanto riguarda
il numero di coloro che ebbero contatto con il Cristo
risorto, c'erano più di 519 testimoni, la
maggioranza dei quali erano ancora in vita quando
l'Apostolo Paolo ha scritto questo fatto (1 Corinizi
15:1-9).
e. La loro competenza. Non c'è nessuna evidenza
del loro essere mentalmente
incompetenti. È curioso sapere come in molte
università, la Bibbia abbia un valore letterario
così alto, che viene studiate insieme con
gli scritti di Aristotele, Dante, Shakespeare, ecc.
d. L'onestà dei testimoni. Non c'è
da dubitare della loro onestà. Al contrario,
per quanto riguarda gli apostoli, nessun maestro
ha mai insistito più di loro sull'assoluta
necessità dell'onestà. Nel loro esempio
e nel loro insegnamento essi propugnarono un codice
di moralità ed insegnamenti tanto alti che
hanno fatto del mondo un luogo migliore in cui vivere.
La loro onestà è inoltre manifestata
nella loro buona volontà di parlare della
loro insufficienza. Può inoltre, essere affermato
che essi non avevano alcun scopo materiale, perchè
la natura del loro insegnamento li poteva condurre
solo alla sofferenza ed al sacrificio. Noi dobbiamo
pertanto concludere che essi erano onesti testimoni.
e. La concordanza della loro testimonianza. C'è
un'unità meravigliosa nella loro testimonianza.
Per esempio i quattro evangeli (Matteo, Marco, Luca,
e Giovanni) generalmente sono chiamati "sinottici"
perchè sono così concordanti.
f. Consistenza all'esame. L'esame difficile, d'una
parte almeno, dei testimoni fu la loro volontà
di soffrire piuttosto che negare la resurrezione.
La storia ci dice che tutti gli apostoli, tranne
Giovanni, morirono martiri. Dunque, essi, sotto
il più severo esame, continuarono ad insistere
sulla verità della loro testimonianza.
g. Il tempo che passa fra il fatto storico ed i
documenti che ci portante quest'informazione. Per
il Nuovo Testamento, tutti i 27 libri furono scritti
fra 43 e 96 d.c. Gli apostoli fecero un'annuncia
pubblica 50 giorni dopo la resurrezione (Atti 2),
e dopo circa 10 anni, hanno iniziato a scrivere
il Nuovo Testamento. Anche se non abbiamo i documenti
originali, bisogna comunque dire che il frammento
di John Rylands, di una porzione di 1 Giovanni risale
all'anno 110, cioè, soltanto 20 anni dopo
che fu scritto. I secondi e terzi secoli dopo Cristo
abbondano di frammenti di libri del Nuovo Testamento
e di elenchi dei libri, e abbiamo manoscritti completi
che risalgono al quarto secolo. Per fare un paragone,
il più veccho manoscritto dei scritti di
Sofacole risale a 1400 anni dopo la sua morte. Così
anche per Eschilo, Aristofane, Tucidide. Per Euripide
è di 1600 anni; 1300 per Fiatone; 1200 per
Demostene; 1600 per Catullo.
L'INEVITABILE CONCLUSIONE:
Noi dobbiamo perciò concludere che i testimoni
erano veritieri, che quindi Cristo resuscitò
dai morti, e che, conseguentemente, tutti i miracoli
del Nuovo testamento sono veri.
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