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1.
Il carattere di Cristo é incensurabile; la
sua integritá ha resistito alle prove dei
secoli in virtú della sua perfezione (Giovanni
8:46). Eppure Gesú piú volte affermó
di essere il Figlio di Dio ( Giovanni 5:18-25; 10:36,
19:7; Matteo 16:16,17; 27:34). Il carattere perfetto
e le affermazioni false non provengono dalla stessa
fonte. Perció siamo dinanzi a un bivio: o
si accettano le sue affermazioni e si ammira la
sua perfetta integritá, oppure si presumono
false le sue affermazioni e si nega anche la perfezione
del suo carattere. Dio timbró tutte le affermazioni
in modo convincente tramite le sue opere miracolose
che nessun uomo avrebbe potuto fare (Giovanni 5:19-30,
36; 10:37,38; 14: 10,11) L'approvazione di Gesú
da parte di Dio é garanzia sufficiente per
convincerci che egli é quello che disse di
essere (Matteo 3:17, 17:5).
Qualsiasi peccato avrebbe guastato la perfezione
del suo carattere - soprattutto la bestemmia. Presso
gli Ebrei la bestemmia costituiva un peccato gravissimo;
chi la pronunciava era passibile di morte immediata
(Giovanni 8:59, 10:31-33). Quanto piú grave
era la bestemmia tanto piú empio e malvagio
era considerato colui che la diceva. Definirsi il
Figlio unico di Dio significava commettere questo
peccato in modo madornale. Gesú lo sapeva,
e lo sapevano pure i suoi connazionali; eppure Gesú
affermava di esserlo. Perció, se non fosse
Figlio di Dio davvero, egli avrebbe meritato di
morire (Matteo 26:63, 64; 27:43). Ma Cristo non
commise questo peccato, perché é realmente
il Figlio di Dio, e questa affermazione armonizza
perfettamente con il suo magnifico carattere.
2.
Cristo sapeva, senza la minima ombra di dubbio,
di essere il Figlio del Dio altissimo; altrimenti
non avrebbe affrontato la croce per aver fatto questa
confessione (Marco 14:61; Giovanni 5:25, 9:35, 11:4).
I suoi miracoli dimostravano il suo mandato di rivelare
la volontá del Padre, e lo qualificano come
autorevole portavoce di Dio (Giovanni 10:36-38,
14:10,11; Matteo 9:6-8). In altre parole, ció
che Gesú dice é parola di Dio, perfino
quando egli afferma d'essere Figlio di Dio (Giovanni
3:34-36, 5:19-23, 8:28). Non v'é criterio
che tenga per distinguere le parole di Gesú:
provengono da Dio tanto quelle pronunciate in merito
alla salvezza quanto quelle che stabiliscono la
sua stessa deitá.
Durante duemila anni nessun difetto é stato
trovato nella sua saggezza, nei suoi insegnamenti
o nelle sue profezie. Se risulta impeccabile sotto
tutti questi aspetti, non é questa la migliore
ragione per credere che Gesú era a perfetta
conoscenza di essere l'unico Figlio di Dio?
3.
Gesú si presenta a tutti con una vita di
perfetta umiltá e mansuetudine; nel contempo
parla con autoritá assoluta circa le questioni
morali. Egli cita la volontá di Dio Padre
rivelata nell'Antico Testamento, ma poi con le sue
parole: "Ma io vi dico...", egli sostituisce
l'antica Parola di Dio con la propria Parola (Matteo
5:21-48).
Se Gesú fosse solo un comune mortale, come
avrebbe osato fare una sostituzione simile, senza
alcun'autoritá per farlo? Ma in qualitá
di Figlio di Dio, egli rivela tutto ció che
suo Padre intende comunicare.
4.
I testimoni oculari del Cristo camminarono con lui,
parlarono con lui. Videro i suoi miracoli, sentirono
le sue profezie, esaminarono la coerenza della sua
vita. Lo conobbero vivente e lo videro morire, lo
seppellirono e poi con somma gioia lo rividero vivente
e assunto in cielo in modo glorioso. Piú
di ogni altra persona vivente ai tempi di Gesú,
essi erano in grado di giudicare la credibilitá
delle sue parole alla luce delle prove che egli
offriva della loro validitá divina (Atti
4:12-20). Qual é il giudizio di quelli che
lo conoscevano intimamente? Credettero assolutamente
che egli era il Figlio di Dio, e questa loro fede
viene solidamente manifestata dal fatto che essi
affrontarono l'odio del mondo, la persecuzione e
la morte per proclamare non solo la volontá
del loro Maestro, ma anche la sua deitá,
la sua conseguente autoritá assoluta. Ci
credettero cosí fermamente da essere disposti
non solo a vivere per Gesú, ma anche ad affrontare
la morte per lui.
5.
Solo Gesú ha accuratamente profetizzato lo
svolgimento della storia immediatamente successiva
alla sua missione terrestre e di quella posteriore
fino ai nostri giorni. Questo fatto, da solo, lo
fa un profeta grandissimo e infallibile. Ma egli
non ha fatto solo predizioni; ha anche e soprattutto
soddisfatto i bisogni del suo popolo. Di conseguenza,
la realizzazione di queste profezie pronunciate
da Gesú lo distingue come uomo dotato di
una visione veramente soprannaturale.
6.
Le Sacre Scritture del Vecchio Testamento contengono
abbondanti e incontestabili evidenze di provenire
"dall'Autore dell'uomo, anziché dall'uomo
come autore". Queste Scritture, pur descrivendo
Gesú in anticipo, danno sicure testimonianze
che egli é il Figlio di Dio vivente (Giovanni
5:39, Atti 17:2,3).
7.
Perché le evidenze sono numerose e varie?
Una prova qualsiasi non dovrebbe bastare per convincere
una persona intelligente? Perché ne esistono
tante? É perché sono diverse le persone
del mondo, e ciascuna puó trovare persuasiva
una prova piuttosto che un'altra. Tutte le prove
hanno un'unica ragione d'essere: quella di stabilire
che Gesú é il "portavoce"
di Dio e, come tale, degno di fede.
Ma c'é un altro motivo: lo spirito scettico
assai diffuso nel mondo puó permettersi di
scartare questa o quella prova, presa singolarmente.
Ma quando tutti i fili di questo discorso si uniscono
in un solo cavo, l'effetto totale diventa cosí
forte che non lo si puó spezzare.
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