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"...esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così."
Atti 17:11

 

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"Evidenze che Cristo è il figlio del Dio vivente" - Carl Mitchell


1. Il carattere di Cristo é incensurabile; la sua integritá ha resistito alle prove dei secoli in virtú della sua perfezione (Giovanni 8:46). Eppure Gesú piú volte affermó di essere il Figlio di Dio ( Giovanni 5:18-25; 10:36, 19:7; Matteo 16:16,17; 27:34). Il carattere perfetto e le affermazioni false non provengono dalla stessa fonte. Perció siamo dinanzi a un bivio: o si accettano le sue affermazioni e si ammira la sua perfetta integritá, oppure si presumono false le sue affermazioni e si nega anche la perfezione del suo carattere. Dio timbró tutte le affermazioni in modo convincente tramite le sue opere miracolose che nessun uomo avrebbe potuto fare (Giovanni 5:19-30, 36; 10:37,38; 14: 10,11) L'approvazione di Gesú da parte di Dio é garanzia sufficiente per convincerci che egli é quello che disse di essere (Matteo 3:17, 17:5).
Qualsiasi peccato avrebbe guastato la perfezione del suo carattere - soprattutto la bestemmia. Presso gli Ebrei la bestemmia costituiva un peccato gravissimo; chi la pronunciava era passibile di morte immediata (Giovanni 8:59, 10:31-33). Quanto piú grave era la bestemmia tanto piú empio e malvagio era considerato colui che la diceva. Definirsi il Figlio unico di Dio significava commettere questo peccato in modo madornale. Gesú lo sapeva, e lo sapevano pure i suoi connazionali; eppure Gesú affermava di esserlo. Perció, se non fosse Figlio di Dio davvero, egli avrebbe meritato di morire (Matteo 26:63, 64; 27:43). Ma Cristo non commise questo peccato, perché é realmente il Figlio di Dio, e questa affermazione armonizza perfettamente con il suo magnifico carattere.

2. Cristo sapeva, senza la minima ombra di dubbio, di essere il Figlio del Dio altissimo; altrimenti non avrebbe affrontato la croce per aver fatto questa confessione (Marco 14:61; Giovanni 5:25, 9:35, 11:4). I suoi miracoli dimostravano il suo mandato di rivelare la volontá del Padre, e lo qualificano come autorevole portavoce di Dio (Giovanni 10:36-38, 14:10,11; Matteo 9:6-8). In altre parole, ció che Gesú dice é parola di Dio, perfino quando egli afferma d'essere Figlio di Dio (Giovanni 3:34-36, 5:19-23, 8:28). Non v'é criterio che tenga per distinguere le parole di Gesú: provengono da Dio tanto quelle pronunciate in merito alla salvezza quanto quelle che stabiliscono la sua stessa deitá.
Durante duemila anni nessun difetto é stato trovato nella sua saggezza, nei suoi insegnamenti o nelle sue profezie. Se risulta impeccabile sotto tutti questi aspetti, non é questa la migliore ragione per credere che Gesú era a perfetta conoscenza di essere l'unico Figlio di Dio?

3. Gesú si presenta a tutti con una vita di perfetta umiltá e mansuetudine; nel contempo parla con autoritá assoluta circa le questioni morali. Egli cita la volontá di Dio Padre rivelata nell'Antico Testamento, ma poi con le sue parole: "Ma io vi dico...", egli sostituisce l'antica Parola di Dio con la propria Parola (Matteo 5:21-48).
Se Gesú fosse solo un comune mortale, come avrebbe osato fare una sostituzione simile, senza alcun'autoritá per farlo? Ma in qualitá di Figlio di Dio, egli rivela tutto ció che suo Padre intende comunicare.

4. I testimoni oculari del Cristo camminarono con lui, parlarono con lui. Videro i suoi miracoli, sentirono le sue profezie, esaminarono la coerenza della sua vita. Lo conobbero vivente e lo videro morire, lo seppellirono e poi con somma gioia lo rividero vivente e assunto in cielo in modo glorioso. Piú di ogni altra persona vivente ai tempi di Gesú, essi erano in grado di giudicare la credibilitá delle sue parole alla luce delle prove che egli offriva della loro validitá divina (Atti 4:12-20). Qual é il giudizio di quelli che lo conoscevano intimamente? Credettero assolutamente che egli era il Figlio di Dio, e questa loro fede viene solidamente manifestata dal fatto che essi affrontarono l'odio del mondo, la persecuzione e la morte per proclamare non solo la volontá del loro Maestro, ma anche la sua deitá, la sua conseguente autoritá assoluta. Ci credettero cosí fermamente da essere disposti non solo a vivere per Gesú, ma anche ad affrontare la morte per lui.

5. Solo Gesú ha accuratamente profetizzato lo svolgimento della storia immediatamente successiva alla sua missione terrestre e di quella posteriore fino ai nostri giorni. Questo fatto, da solo, lo fa un profeta grandissimo e infallibile. Ma egli non ha fatto solo predizioni; ha anche e soprattutto soddisfatto i bisogni del suo popolo. Di conseguenza, la realizzazione di queste profezie pronunciate da Gesú lo distingue come uomo dotato di una visione veramente soprannaturale.

6. Le Sacre Scritture del Vecchio Testamento contengono abbondanti e incontestabili evidenze di provenire "dall'Autore dell'uomo, anziché dall'uomo come autore". Queste Scritture, pur descrivendo Gesú in anticipo, danno sicure testimonianze che egli é il Figlio di Dio vivente (Giovanni 5:39, Atti 17:2,3).

7. Perché le evidenze sono numerose e varie? Una prova qualsiasi non dovrebbe bastare per convincere una persona intelligente? Perché ne esistono tante? É perché sono diverse le persone del mondo, e ciascuna puó trovare persuasiva una prova piuttosto che un'altra. Tutte le prove hanno un'unica ragione d'essere: quella di stabilire che Gesú é il "portavoce" di Dio e, come tale, degno di fede.
Ma c'é un altro motivo: lo spirito scettico assai diffuso nel mondo puó permettersi di scartare questa o quella prova, presa singolarmente. Ma quando tutti i fili di questo discorso si uniscono in un solo cavo, l'effetto totale diventa cosí forte che non lo si puó spezzare.

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